La missione

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“attirare l’attenzione del cliente declamando ad alta voce le virtù del proprio prodotto”

Probabilmente penserai che questa sia l’ennesima realtà di freelance o web agency che cerca di attirare l’attenzione del cliente declamando ad alta voce le virtù del proprio prodotto, mentre invece ciò che viene venduta è aria fritta. Forse hai ragione. Ma se sei arrivato fino a qui, lascia che ti racconti qual’è secondo me lo scopo dell’esistenza di Weblogix e perché dovresti considerare sul serio le mie proposte.

Ho iniziato a pubblicare pagine web per passione, cominciando con un sito personale nel 2002, poi successivamente sono passato ad un blog personale, per il puro piacere di condividere le mie conoscenze. Io AMO creare siti web, perché è un’attività in cui convergono diverse arti in funzione della condivisione del sapere, si viene a conoscenza di tante realtà e soprattutto perché si aiuta un’attività di impresa a crescere. Tuttavia lo sforzo creativo si porta via tantissime energie mentali e occorre sapersi relazionare con il cliente per poter essere entrambi soddisfatti alla fine del lavoro. Soprattutto serve anche un aggiornamento professionale continuo: vent’anni di web equivalgono a tre ere geologiche.

Dal web 1.0 al web 2.0: la passione diventa un lavoro

I siti Internet della prima generazione, nota agli addetti ai lavori come 1.0, erano “statici”: contenuti, strutture e presentazione erano un unico agglomerato di codice HTML e aggiungere nuove pagine richiedeva operazioni ripetitive per aggiornare i menù di navigazione e mantenere uno stile coerente. Il mercato dei siti Internet ha quindi vissuto un secondo boom intorno al 2005, perché aggiornare i siti statici realizzati a cavallo del 2000 era ormai controproducente: fogli di stile CSS, script PHP e database MySQL rendevano automatiche le operazioni di aggiornamento, tuttavia serviva una nuova figura specializzata, il web developer, e ho deciso di intraprendere questa carriera come freelancer, cavalcando l’onda del web 2.0 e dei siti dinamici che il cliente può aggiornare in autonomia.

Le problematiche che rendono obsoleto il web 2.0

Mi sono poi reso conto che lasciare al cliente la gestione dei contenuti è fallimentare: capitava che il cliente non aggiornasse il suo sito per mancanza di tempo, lasciandolo così morire. Ma il semplice aggiornamento non basta, va data anche visibilità ai contenuti sui motori di ricerca e sui social network, gestendo anche l’interazione degli utenti: ecco come nasce un progetto web di successo. Ci sono poi situazioni in cui anche un progetto web di successo può essere un peso quando non è perfettamente integrato con il resto del comparto IT aziendale: per esempio se già esiste un gestionale in fase di realizzazione di un sito bisognerebbe tenerne conto per evitare che il cliente debba inserire gli stessi dati due volte.

Lo scopo ultimo: far compiere l’evoluzione verso il web 3.0

Weblogix è in grado di creare dei punti di raccordo necessari per il motore del tuo business
“Weblogix è in grado di creare dei punti di raccordo necessari per il motore del tuo business”

Weblogix è in grado di creare dei punti di raccordo basati comunque su tecnologie web ma compatibili con l’infrastruttura tecnologica dell’azienda, con lo scopo ultimo di far convergere la comunicazione d’impresa e la voce dei clienti in un unico flusso di co-creazione continua; ciò che ho appena descritto è appunto uno dei paradigmi del web 3.0 e prima o poi tutte le realtà che si affacciano sul web dovranno fare i conti con questi paradigmi per poter continuare a rimanere competitive.

A questo punto preferisci aspettare che i tuoi concorrenti maturino un vantaggio oppure vuoi batterli sul tempo affidando a Weblogix la progettazione del nuovo motore del tuo business?

 

 

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